Shopping online, l’incremento coinvolge anche l’Italia

Shopping online, l’incremento coinvolge anche l’Italia 3.31/5 (66.19%) 84 votes

shopping online

16,6 miliardi di euro: questa è la cifra che gli Italiani hanno speso nel 2015 in shopping online.

Anche in Italia, quindi, i consumatori sembrano aver iniziato a cambiare il modo di pensare e vivere l’esperienza d’acquisto. Il trend è in continua crescita, come dimostra l’incremento in valore del 16%, pari a oltre 2,2 miliardi di euro, rispetto al 2014.

I settori che hanno trainato il mercato online sono stati quelli dei prodotti tech (56%), beauty e wellness (33%) e green (13%). Le regioni in cui si effettuano più acquisti online, invece, sono Umbria, Liguria, Toscana e Lombardia. Un dato sicuramente interessante riguarda la tipologia degli acquirenti: la maggior parte dei consumatori è rappresentata, infatti, dagli heavy buyer, cioè persone che hanno acquistato almeno 4 prodotti negli ultimi 6 mesi.

I numeri sono incoraggianti, ma c’è ancora strada da fare per raggiungere il livello degli altri paesi europei, dove lo shopping online ha un tasso di penetrazione tra il 13 e il 17% rispetto al 4% italiano.

È importante, però, sottolineare come la diffusione capillare di smartphone e tablet abbia aiutato molto la diffusione dell’e-commerce: gli acquisti via smartphone sono cresciuti, infatti, del 64%, coprendo il 10% dell’e-commerce nel 2015 (21% se si considerano anche quelli via tablet).

Il 44% degli utenti che utilizzano internet, però, non ha mai effettuato acquisti online: questo attesta quanto in Italia sia ancora radicato lo shopping tradizionale, effettuato fisicamente all’interno dei punti vendita. Tuttavia, l’87% delle persone che utilizzano abitualmente internet ha cercato online informazioni, opinioni e recensioni relative ad un prodotto.

I consumatori, dunque, utilizzano canali online e offline non sempre in maniera alternativa, ma in modo complementare per soddisfare diverse esigenze e differenti bisogni. Due fenomeni descrivono egregiamente l’utilizzo complementare di canali offline e online: si tratta dell’info-commerce, che prevede la ricerca di informazioni in rete mentre si osserva un prodotto all’interno del punto vendita, e dello showrooming, per cui si cerca in un negozio un prodotto già monitorato online precedentemente.

Alberto Pasquino, e-commerce Manager di Conrad Italia, spiega in questi termini l’incremento dello shopping online: “un dato certamente rilevante è il fatto che fare acquisti online non è più una possibilità limitata a chi dispone di molti soldi, ma è diventata una cosa per tutti. Se tutti possono fare acquisti online i numeri crescono e questo si deve principalmente alla possibilità di accedere facilmente ad una carta di credito o alle carte prepagate, ma anche alla sempre più diffusa tendenza a garantire il pagamento alla consegna, ideale per chi non si sente sicuro o non possiede uno di questi metodi di pagamento”.

Sorgente: Conrad

Export: quello da e-commerce vale il 4% del totale

Export: quello da e-commerce vale il 4% del totale 3.14/5 (62.70%) 74 votes

export

Si parla spesso del notevole contributo che lo sviluppo del digitale potrebbe avere sull’economia italiana (secondo Accenture una crescita aggiuntiva del Pil del 4,2% entro il 2020), soprattutto grazie a canali come l’e-commerce. Eppure, stando all’indice Desi, che calcola la digitalizzazione dell’economia e delle società, l’Italia è ancora molto indietro rispetto al resto d’Europa.

Non a caso il valore dell’export attraverso canali digitali vale ancora solo il 4% del totale, circa sei miliardi di euro. Un dato che non deve stupire, visto che solo il 10% delle nostre imprese – secondo l’Eurostat – vende online.

Stando all’Osservatorio sull’Export del Politecnico di Milano – in cui analizza il ruolo che le nuove tecnologie possono giocare nel favorire e incrementare le esportazioni delle imprese italiane – la maggior parte del fatturato derivante dall’export online è legato ai grandi portali per la vendita al dettaglio e ai marketplace in stile eBay, ma anche ai siti dedicati alla vendita privata.

In particolare la vendita considerata “indiretta”, ovvero tramite siti come Amazon.com, eBay.com o Zalando, che acquisiscono prodotti in Italia per venderli all’estero, vale circa 4,5 miliardi di euro. Quella diretta invece – ovvero quella che avviene attraverso i siti dei produttori stessi o attraverso i siti di retailer online o multi canale o mediante marketplace con domini italiani, come eBay.it – vale circa 1,5 miliardi di euro.

Analizzando i comparti del Made in Italy, il fashion risulta quello con la quota maggior sul totale dei prodotti venduti all’estero, con oltre il 65%. Seguono, a distanza, il Food ed il Design con una quota di circa il 15% a testa. I principali mercati di sbocco sono l’Europa, Stati Uniti, la Russia e Giappone, mentre ancora poche vendite online vengono fatte verso la Cina e verso il Sud America.

Sorgente: Mediaset

10 siti e-commerce più famosi in italia (Mediaworld.it)

10 siti e-commerce più famosi in italia (Mediaworld.it) 3.07/5 (61.47%) 68 votes

Sito: http://www.mediaworld.it

10 siti e-commerce più famosi in italia Mediaworld.it

Media Markt è una catena di distribuzione tedesca specializzata nell’elettronica e negli elettrodomestici di consumo. Appartiene insieme a Saturn al gruppo Media Saturn Holding, una filiale del gruppo Metro.

La catena è presente in Austria, Belgio, Cina, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Ungheria.

In tutti i paesi l’insegna è Media Markt, con l’eccezione dell’Italia, dove viene usato Media World. Lo slogan per la maggior parte dei paesi è Non sono scemo!, mentre in Italia è usato dal 2014 Voglio il mondo e in Russia Numeri uno in Europa.

10 siti e-commerce più famosi in italia (Groupon.com)

10 siti e-commerce più famosi in italia (Groupon.com) 3.25/5 (64.93%) 69 votes

Sito: http://www.groupon.it

10 siti e-commerce più famosi in italia groupon.com

Groupon (parola composta derivata da “group + coupon”) è il leader mondiale nel settore dei gruppi d’acquisto che permette ai consumatori iscritti di accedere ad offerte giornaliere di buoni sconti utilizzabili presso aziende locali o nazionali. Groupon è un nuovo canale di comunicazione e marketing che ha rivoluzionato le dinamiche di vendita generando benefici per gli utenti (elevati sconti) e i partner (ROI misurabili). Si presenta come un sito web all’interno del quale gli utenti registrati possono consultare le offerte giornaliere, organizzate per genere e luogo di fruizione e procedere all’acquisto. La segnalazione della disponibilità dei buoni sconto si può ottenere anche attraverso l’iscrizione ad una lista di distribuzione e-mail.

Groupon sbarca in Italia il 12 marzo 2010 con offerte sulle principali città italiane. Il modello di business si estende velocemente sul territorio nazionale e raggiunge oltre 50 città d’Italia. Fondata da Boris Hageney e Giuliomario Limongelli, CEO e Co-founder di Groupon Italia, conta ad oggi 350 dipendenti in tutta Italia. La sua sede operativa e strategica è a Milano. Groupon rilascia ogni giorno offerte per la ristorazione, benessere, viaggi, shopping, servizi, salute, sport ed il tempo libero.

10 siti e-commerce più famosi in italia (Tripadvisor.it)

10 siti e-commerce più famosi in italia (Tripadvisor.it) 3.32/5 (66.33%) 60 votes

Sito: http://www.tripadvisor.it

10 siti e-commerce più famosi in italia Tripadvisor.it

Tripadvisor.com è un portale web di viaggi, che pubblica le recensioni degli utenti riguardo hotel, ristoranti e attrazioni turistiche.

Il sito comprende oltre 200.000 hotel e attrazioni turistiche e più di 30.000 destinazioni nel mondo.

Il sito raccoglie le valutazioni scritte dagli utenti utilizzatori delle strutture; ogni recensione viene valutata dallo staff che giudica se è coerente alle linee guida del sito; in caso contrario non viene pubblicata.

Con più di 35 milioni di recensioni e 29 milioni di visitatori al sito ogni mese TripAdvisor è “il più grande sito di viaggi sul web”

TripAdvisor è stata fondata da Stephen Kaufer nel febbraio 2000 ed è stata acquistata da Interactive Corporation nel 2004. Il finanziamento originario è stato ottenuto da Flagship Ventures, Paletto Group e gli investitori privati. TripAdvisor è ora parte di Expedia Inc. Family Travel Company.

Per il mese di novembre 2005, il sito ha ricevuto circa 14 milioni di visitatori unici, secondo comScore/Media Metrix.

10 siti e-commerce più famosi in italia (Booking.com)

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Sito: http://www.booking.com

Booking.com B.V., parte del gruppo Priceline.com, possiede e gestisce Booking.com, compagnia leader nel mondo nel settore delle prenotazioni online

Booking.com B.V., parte del gruppo Priceline.com, possiede e gestisce Booking.com, compagnia leader nel mondo nel settore delle prenotazioni online. Su Booking.com vengono prenotati oltre 1.000.000 pernottamenti ogni giorno e il sito web è visitato da 30 milioni di persone ogni mese per ragioni di affari o di piacere.

Fondata nel 1996, Booking.com B.V. garantisce i migliori prezzi per qualsiasi tipo di struttura, dal piccolo B&B a conduzione familiare all’appartamento o alla lussuosa suite a 5 stelle. Villas.com, nuovo sito lanciato di recente da Booking.com, si occupa nello specifico di strutture a ristorazione indipendente. Il sito di Booking.com è davvero internazionale: è disponibile in più di 40 lingue e offre 856.782 strutture attive in 223 paesi e territori.

Booking.com B.V. ha sede ad Amsterdam, Paesi Bassi, ed è supportata a livello internazionale da 174 uffici in oltre 60 paesi in tutto il mondo.

10 siti e-commerce più famosi in italia (Ebay.it)

10 siti e-commerce più famosi in italia (Ebay.it) 3.35/5 (66.98%) 86 votes

Sito: http://www.ebay.it

eBay Inc. è un sito di aste on-line fondato il 3 settembre 1995 da Pierre Omidyar; in Italia è arrivato nel 2001 rilevando il sito iBazar

eBay Inc. è un sito di aste on-line fondato il 3 settembre 1995 da Pierre Omidyar; in Italia è arrivato nel 2001 rilevando il sito iBazar.

eBay è una piattaforma web (marketplace), di fatto molto simile ad un sito di e-commerce, che offre ai propri utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti sia nuovi sia usati, in qualsiasi momento, da qualunque postazione Internet e con diverse modalità, incluse le vendite a prezzo fisso e a prezzo dinamico, comunemente definite come “aste online”.

Diversi sono i formati di vendita (asta, compralo subito, compralo subito con proposta di acquisto, contatto diretto). La vendita consiste principalmente nell’offerta di un bene o un servizio da parte di venditori professionali e non; gli acquirenti fanno offerte per aggiudicarsi la merce.

Vengono applicate tariffe, interamente a carico dei venditori, sia per pubblicare un qualsiasi tipo di inserzione sia come commissioni sul valore finale dell’oggetto venduto. Gli ultimi rincari del 2010, che distinguono tra privati e venditori professionali, hanno portato aumenti delle tariffe d’inserzione sino all’11% di quanto venduto.

È obbligatoria l’iscrizione gratuita al sito. Qualunque acquirente può essere anche venditore dopo aver fatto una verifica con l’inserimento di un codice che eBay manda presso l’abitazione dello stesso oppure con il controllo dei dati di una carta di credito o di una carta prepagata.

Shopping online sempre più gettonato. Cibo indietro per timori salute

Shopping online sempre più gettonato. Cibo indietro per timori salute 3.50/5 (70.00%) 62 votes

online shopping

L’e-commerce è sempre più gettonato in Italia. Nel 2015 quasi la metà (48,7%) degli italiani con più di 15 anni che navigano su Internet hanno fatto acquisti on line. Lo rileva una analisi della Coldiretti sulla base dei dati ISTAT dai quali si rileva tra l’altro che più di un terzo delle famiglie italiane non dispone di un accesso a Internet da casa (ma la percentuale sale al 42,4% nei comuni con meno di duemila abitanti). Gli acquisti più frequenti sul web riguardano i biglietti di trasporto o viaggi (41,9%) ma il 37,9% ha comperato abbigliamento, il 33,2% informatica e tecnologia, il 28,8% articoli per la casa, il 28,8% libri e riviste, il 26,8% film, musica e biglietti per spettacoli, il 13,6% servizi di telecomunicazione o assicurativi e il 7,3% prodotti alimentari. Questi ultimi restano un po’ indietro nella classifica degli acquisti online per le preoccupazioni sull’originalità, sulla qualità e sulle garanzie dei prodotti offerti. Una perplessità che per i prodotti alimentari si estende anche ai rischi per la salute dei potenziali acquirenti. Infatti dalla Daniele mortadella prodotta negli USA, dove si vende addirittura il kit per preparare il Parmigiano, ma anche il Chianti bianco svedese o il vino in polvere per ottenere in poche settimane il Barolo confezionato in Canada sono alcuni degli orrori che si possono in rete e acquistati con il commercio on line, secondo quanto emerso dal Rapporto Agromafie.

Sorgente: Teleborsa

San Valentino, 10 idee regalo last minute per lui – La collezione di Star Wars 2a parte

San Valentino, 10 idee regalo last minute per lui – La collezione di Star Wars 2a parte 3.63/5 (72.68%) 41 votes

Star Wars Boba Fett Stressdoll

Star Wars Boba Fett Stressdoll

Simpaticissimo stressdoll morbido, alto 13 cm circa

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Star Wars R2-D2 Bobble-Head Funko

Star Wars R2-D2 Bobble-Head Funko

Simpaticissimo bobblehead in vinile, alto 15 cm circa

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Star Wars Chewbacca Bobble-Head Funko

Star Wars Chewbacca Bobble-Head Funko

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Star Wars Princess Leia as Jabbas Slave statue Gentle Giant

Star Wars Chewbacca Bobble-Head Funko

Rarissima scultura della Principessa Leia in tiratura limitata, scala 1/6, fuori produzione da anni.
Queste figure prodotte dalla Gentle Giants Ltd, a tiratura limitata di 5.000 pezzi, sono vere e proprie statue. Pesanti, dettagliate e curate in modo maniacale, perfette in tutti i particolari.

E soprattutto sono ELEGANTI.

Stanno bene in qualsiasi ambiente, allegro o serioso che sia, e acquistano valore man mano che passa il tempo, visto il numero ridotto di esemplari.

Leia, ritratta nella sua versione di schiava di Jabba, è davvero realistica e sensuale. Riflessi della pelle, ombre, luci e lineamenti fanno si che la statua sembri prendere vita.

Il certificato di autenticità riporta il numero di serie della statua, che è stata disimballata solo per poter fare le foto, e subito reimballata.

Dimensioni: Leia è alta circa 30cm. Nel complesso la statua è alta circa 15cm, lunga 30 e larga 15.

Materiale: una particolare resina impastata con polvere di marmo

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Star Wars Stormtrooper Stressdoll

Star Wars Stormtrooper Stressdoll

Simpaticissimo stressdoll morbido, alto 13 cm circa

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Lo shopping sul web? Si fa all’estero

Lo shopping sul web? Si fa all’estero 3.83/5 (76.52%) 23 votes

e-commerce

L’Italia è il paese con il più alto livello di acquisti online che provengono dall’estero: 79%, mentre il dato medio a livello mondiale è del 57% (65% la media europea). In Europa l’Italia si posiziona davanti alla Germania, alla Spagna, alla Francia ed alla Gran Bretagna. Il metodo di pagamento prediletto, per più della metà degli italiani, è PayPal.

E’ quanto emerge dalla Global Survey Connected Commerce di Nielsen realizzata su un campione di 13 mila individui in 24 paesi, con l’obiettivo di studiare motivi e modalità di approccio all’e-commerce nel mondo.

“Online e offline – ha dichiarato l’amministratore delegato di Nielsen Italia Giovanni Fantasia – non possono più essere considerati due canali di vendita distinti, né il primo può essere concepito come in competizione con il secondo, piuttosto come un’opportunità di creare maggiore valore in un contesto di ‘non-zero sum game’. Spesso il consumatore sceglie nello store fisico il prodotto e perfeziona l’acquisto online oppure, al contrario, cerca in rete ciò che poi acquisterà in negozio. Occorre pensare – ha sottolineato Fantasia – soprattutto da parte dei distributori, in termini di approccio integrato allo shopping indipendentemente dal fatto che l’acquisto venga fatto in una delle due modalità. Oggi ci troviamo di fronte a un consumatore che si sposta dal canale fisico a quello virtuale con estrema facilità. E’ la tradizionale nozione di shopping experience che deve essere ridefinita. Le grandi catene della distribuzione devono passare da una visione di marketing lineare a un modello che genera valore in un contesto media e di canale sempre più frammentato. In altri termini non è più possibile affidarsi solo a messaggi di vendita accattivante, occorre fornire all’acquirente strumenti che possano facilitargli il processo d’acquisto, in termini di canale, metodi di pagamento, possibilità di raffronto dei prezzi sul mercato e disponibilità di applicazioni mobile”.

Fra gli italiani fruitori del web il 12% ha l’obiettivo esclusivo di acquisire informazioni sul prodotto, mentre il restante 88% anche quello di fare acquisti, dato inferiore alla media Ue (95%), trainata da Francia (96%), Spagna (96%) e Gran Bretagna (99%).

Per ciò che riguarda le tipologie di prodotto acquistate online, in Italia si riscontra la seguente classifica: viaggi (49%), libri/musica (48%), moda, vestiti, borse (43%), It & mobile/smartphone, tablet (33%), biglietti concerti/eventi sportivi (32%), elettronica di consumo (32%), prodotti per la cura della persona/cosmetici, dentifrici (25%), videogame (18%), cibo per animali (14%), arredamento (12%), prodotti per la casa (10%), alcolici (9%), medicinali (8%), alimentari in confezione (8%), cibo da asporto (6%), prodotti per l’infanzia (6%), cibi freschi (2%). Quest’ultimo dato è largamente inferiore a quello della media europea (14%).

D’altra parte, si legge nel comunicato stampa, sono diverse le attività che gli italiani svolgono online a prescindere dalla categoria merceologica che intendono acquistare: il 47% ricerca informazioni relative al prodotto, il 41% controlla e confronta i prezzi, il 33% intende individuare sconti, promozioni e coupon. Sul versante dell’advertising online si registra che il 6% degli italiani dice di aver cliccato su una pubblicità online, il 5% afferma di averne aperta una ricevuta via email, il 4% di avere lasciato like, commenti o tweet sulla pagina di un prodotto o store.

Ampliando lo sguardo a livello globale, la serie dei prodotti maggiormente acquistati online è così declinabile: moda (55%), libri/musica (50%), viaggi (49%), biglietti per eventi (43%), It & mobile (40%), elettronica di consumo (37%), bellezza e cura della persona (35%), videogame (30%), cibo da asporto (21%), medicinali (19%), prodotti per la casa (18%), alimentari in confezione (17%), prodotti per l’infanzia (14%), pet food (13%), alcolici (11%), cibi freschi (11%).

Dal momento che il contesto competitivo è in fase di trasformazione, questo si ripercuote anche sulle modalità di pagamento. A livello globale, il 53% degli intervistati ha dichiarato di usare la carta di credito ma, nello stesso tempo, ben il 43% ha usato sistemi digitali come PayPal, il 39% le carte prepagate o il bancomat, il 38% il bonifico, il 36% il contrassegno.

Per quanto riguarda l’Italia, oltre a PayPal – prima modalità con il 55% – i principali strumenti di pagamento sono: carta prepagata (51%), dato controcorrente rispetto a quello degli altri Paesi europei, come Francia al 5%, Gran Bretagna all’8%, e Spagna al 13%, carta di credito (42%), gift card rilasciata dal singolo negozio (27%) e contrassegno (25%).

Nello stesso tempo, lo studio condotto da Nielsen ha sondato le motivazioni che spingono il consumatore italiano a utilizzare il canale online per l’acquisto di prodotti: ricercare l’affare migliore (42%), trovare prodotti non disponibili negli store (39%), ricercare prodotti online prima dell’acquisto in negozio (39%), visitare il maggior numero possibile di siti per intercettare l’offerta al prezzo più basso (39%), guadagnare tempo (38%), cercare opinioni online per prendere decisioni (36%), accedere a punti vendita non localizzati nella zona di residenza (34%), non portare borse pesanti (30%).

Queste, invece, le motivazioni rilevate a livello globale: accorciare i tempi della spesa (53%), sondare le opinioni in Rete per prendere decisioni (50%), reperire ciò che non è disponibile negli store (49%), la migliore offerta (49%), accedere a store non presenti sul territorio (47%), intercettare online il prezzo più basso (47%), trovare maggiore assortimento (41%).

Per la stessa categoria di prodotti vengono messe a fuoco anche le barriere allo shopping online in Italia: volere esaminare i prodotti di persona (56%), essere preoccupati perché la spedizione dei prodotti può avvenire quando non si è in casa (45%), perché i prodotti non siano rispondenti a quelli ordinati online (40%), per la freschezza del prodotto in base alla data di scadenza (39%), per la qualità del prodotto (38%). Il 44% dei consumatori italiani non acquista prodotti alimentari online se questo implica un pagamento per la spedizione.

In particolare, per quanto riguarda la moda il 30% dei nostri connazionali afferma di acquistare in store a causa dell’eccessiva lunghezza dei tempi di spedizione e per le spese online, mentre il 64% dichiara di acquistare online un cellulare solo se il prezzo è inferiore rispetto a quello praticato nello store.

In merito al vissuto che accompagna le esperienze d’acquisto dei consumatori globali nello shopping online, Nielsen rileva le seguenti posizioni: il 60% dichiara di verificare in fase preventiva all’acquisto se il sito è certificato dal punto di vista della sicurezza (stessa percentuale in Italia); il 57% dubita sul fatto di consegnare ai siti i propri dati personali (Italia 43%); il 54% non si fida a mandare in rete le informazioni relative alla propria carta di credito (Italia 48%).

Sorgente: Primaonline